Renato Rocco giochi di parole
 
 
Renato Rocco giochi di parole
Renato Rocco giochi di parole
     


 
Il Doppio Giogo
18.05.2002

Si rincorrono, si superano, ritornano al punto di partenza come monelli impegnati in una rincorsa felici ed eccitati. SOno i calembours che ho ascoltato nel tempo, ospite a cena di Renato e Pinarosa, raccolti per l'affettuosa insistenza della Principessa di Strongoli e che ora vedono la luceillustrati con alcuni graziosi inchiostri del papà di Renato.
Sono bisticci in cui due parole che esprimono significati diversi si richiamano per qualche somiglianza. In essi è possibile scoprire un'analogia strutturale, un'omofonia rimata, alcune lettere iniziali in comune.
Potrebbero essere definiti anche "motti fonici", ma la definizione non piaceva a Sgmund Freud nel suo fondamentale lavoro sull'argomento: "Il motto di spirito e la sua relazione con l'incoscio".
Si può pescare a caso tra questi fuochi di artificio verbali. Ne cito alcuni: "il matrimonio negro: le nozze di Ghana"; "la moglie brontolona: la casalingua"; "l'impresa familiare: sora et labora"; "le conserve erotiche di cucina: boccaccesche"; "il facchinovaligio al dovere"; "la vendetta de vetturino: cocchio per cocchio".
Nello sciame di calembours Renato ha fatto scivolare alcune chicche che, secondo la sistemazione data da freud alla materia, sono "giochi di parole", da lui collocati ad un livello più alto tra i motti di spirito. Alcuni hanno un andamento surreale conferito loro dalla condensazione concettuale: "le barzellette nella chiesa: lo spirito santo"; "come rappresentante degli agricoltori vi pianto e me ne vado", "le dimissioni si rassegnano ma non muoiono"; "le lenzuola si spiegano, ma il loro linguaggio è incomprensibile"; "molti deputati risultarono essere massoni: camera con loggia", e sopratutto l'elegante motto "dramma surrealista: amava se stess, ma non era corrisposto".
Quelli di argomento matrimoniale/patrimoniale sarebbero certamente piaciuti al padre della psicoanalisi, perchè mettono allo scoperto la causa e l'effetto disastroso di un rapporto di coppia fondato sul calcolo economico. Il motto "il matrimonio d'interesse: un calcolo che finisce con una divisione" è giocato sul doppio senso di "calcolo" e di "divisione", termini che posso essere intesi in senso proprio (matematico) e in senso traslato (il movimento dell'accaparratore di dote e la conseguente separazione fra i coniugi). Invece nel motto "matrimonio di interesse: e vissero felice e contatti" il piccolo lapsus vocalico nell'aggettivo "contenti", che diviene il sostantivo "contanti", svela la natura economica del matrimonio interessato. Diversamente  strutturato è il motto "matrimonio d'interesse: un patrimonio d'amore" giocato sull'espessione "patrimonio d'amore" ove la sostituzione della m iniziale con la p rivela la natura del matrimonio d'interesse. Tuttavia il motto non sarebbe risultato spiritoso se Renato non avesse associato "patrimonio ad "amore", creando un ossimoro, un paradosso, che ci colpisce, perchè ci svela una contraddizione in maniera sorprendente.
Verrbbe da osservare che numerosi sono i motti di spirito di argomento matrimoniale e sono fra i più spiritosi: "scoprire il tradimento: coglierla in fallo", "pur di sposarmi mia moglie si è rifatta una verginità" e infine "io mi sono spossato a Pinarosa". Che ne avrebbe detto Freud? Che cosa ne dice Pinarosa?

Congratulazione, caro Renato, per le tue giocose creazioni, che coniugano il sentire di un cuore adolescente con l'acutezza di un intelletto adulto.

Prof. Salvatore Cerasuolo
Università di Napoli Federico II

Il doppio giogo di Renato Rocco
Edizioni Savarese
Pagg. 112
Costo: 11 €


Per Poter ricevere questo libro contattaci compilando l'apposito form. Spedificando nel messaggio il titolo del libro.

 
indietro
Renato Rocco giochi di parole
  2006 - 2007 renatorocco.it - Tutti i diritti riservati - Admin - Powered by dedacom